Questo Blog lo scrive una persona che, dalla sulla panchina, si vale del privilegio che la modernità le offre: quello di esprimere pubblicamente le proprie inquietudini sul tempo incerto che viviamo dandone conto solo a coloro che scelgono di leggerlo. E anche quello di formulare delle proposte che sarebbero normalmente poco serie perché inattuabili in un paese poco serio, ma forse adesso realizzabili in via eccezionale per via del briciolo di serietà che ci siamo riconquistati dal 16 novembre 2011 e che dobbiamo a ogni costo preservare oltre le rischiose scadenze che incombono.
1a proposta: Giorgio Napolitano, persona fra le più serie fra i pochi italiani seri, accetti alla scadenza del suo mandato il 15 maggio 2013 di ricandidarsi alla Presidenza della Repubblica anche solo per un periodo di tre anni, perché non vada perduta la sua opera di risanamento civile e morale.
2a proposta : I partiti che attualmente sorreggono il Governo Monti, PD, PDL e UDC, si impegnino a formare dopo le elezioni dell’aprile 2013 una coalizione che garantisca la rielezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano con un mandato limitato a tre anni, e rinnovi l’incarico al governo Monti per tutto quel periodo.
3a proposta: Il Governo Monti manifesti la sua disponibilità ad accettare la proroga del suo mandato per ulteriori tre anni dopo le elezioni politiche allo scopo di avviare subito una serie di misure di lunga lena atte a correggere e riequilibrare l’azione fin qui esercitata nei seguenti punti:
1) Politica fiscale: alleviare in modo consistente il peso delle misure di austerità che gravano sui ceti economicamente più deboli, redistribuendo il carico fiscale soprattutto per quanto riguarda la tassazione degli immobili. Annunciare che, a tale scopo, verrà effettuata una tassazione patrimoniale solo sulle maggiori ricchezze, che consenta di ridurre il debito pubblico di 100 miliardi, al fine di scongiurare ulteriori misure straordinarie, imposte dai mercati, con nuovi prelievi a pioggia che arrechino aggiuntivi, insopportabili oneri ai ceti già tartassati oltre le loro possibilità.
2) Politica interna: trasformare la lotta all’evasione in guerra aperta comminando immediate sanzioni penali agli evasori e cioè l’incarceramento oggi riservato ai ladri di proprietà private ma raramente a quelli del denaro pubblico.
3) Politica europea: assumere una più decisa posizione sulla urgenza di un accordo intergovernativo che anticipi la riforma dei Trattati per: a) correggere la politica economica conservatrice fin qui praticata dalla UE che pretenderebbe di risanare le finanze dei paesi più indebitati con misure di austerità che producono il contrario di ciò che sarebbe necessario. Perché i tagli di spesa e di redditi, la caduta dei consumi e degli investimenti, una devastante disoccupazione, la recessione e il calo del PIL che ne conseguono, non diminuiscono ma accrescono il peso del debito pubblico sul reddito nazionale; b) conferire alla Banca centrale europea il potere di creditore di ultima istanza per il rifinanziamento delle banche europee quanto è necessario per un reale riavvio della crescita; c) consentire l’emissione di Euro bond per un piano di investimenti pubblici da non contabilizzare nei deficit di bilancio; d) istituire un’Agenzia di rating europea che renda l’Europa indipendente dalle scandalose speculazioni delle oligarchie bancarie americane e dalle complici valutazioni delle agenzie, a loro collegate in affari assai poco chiari, tipo Standard & Poor’s.
Siccome i lettori di questo Blog potrebbero stupirsi dell’ulteriore credito che ritengo si debba dare al governo Monti auspicando la sua durata oltre le prossime elezioni, desidero subito spiegarne la ragione. Lo considero un governo di assoluta emergenza ma insostituibile per almeno altri quattro anni perché è il solo che possa affrontare i due maggiori pericoli che corre l’Italia dopo il ventennio berlusconiano: quello di essere schiacciata dai debiti e quello di essere sommersa dalla corruzione e dalla criminalità mafiosa. Tutto il resto, comprese le riforme di “sinistra” che auspico, esigono questo periodo di “digiuno” che risani il nostro paese dal devastante affarismo di ogni parte politica.
Quanto alla rielezione di Giorgio Napolitano, ebbene penso che siamo in molti ad auspicarla per i grandi meriti che gli vengono riconosciuti da un ampio schieramento di cittadini. Ma anche per scongiurare un’altra possibile candidatura che fa inorridire considerando chi la potrebbe avanzare nel 2013, ma assai più difficilmente tre anni dopo se la giustizia farà il suo doveroso corso.
1a proposta: Giorgio Napolitano, persona fra le più serie fra i pochi italiani seri, accetti alla scadenza del suo mandato il 15 maggio 2013 di ricandidarsi alla Presidenza della Repubblica anche solo per un periodo di tre anni, perché non vada perduta la sua opera di risanamento civile e morale.
2a proposta : I partiti che attualmente sorreggono il Governo Monti, PD, PDL e UDC, si impegnino a formare dopo le elezioni dell’aprile 2013 una coalizione che garantisca la rielezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano con un mandato limitato a tre anni, e rinnovi l’incarico al governo Monti per tutto quel periodo.
3a proposta: Il Governo Monti manifesti la sua disponibilità ad accettare la proroga del suo mandato per ulteriori tre anni dopo le elezioni politiche allo scopo di avviare subito una serie di misure di lunga lena atte a correggere e riequilibrare l’azione fin qui esercitata nei seguenti punti:
1) Politica fiscale: alleviare in modo consistente il peso delle misure di austerità che gravano sui ceti economicamente più deboli, redistribuendo il carico fiscale soprattutto per quanto riguarda la tassazione degli immobili. Annunciare che, a tale scopo, verrà effettuata una tassazione patrimoniale solo sulle maggiori ricchezze, che consenta di ridurre il debito pubblico di 100 miliardi, al fine di scongiurare ulteriori misure straordinarie, imposte dai mercati, con nuovi prelievi a pioggia che arrechino aggiuntivi, insopportabili oneri ai ceti già tartassati oltre le loro possibilità.
2) Politica interna: trasformare la lotta all’evasione in guerra aperta comminando immediate sanzioni penali agli evasori e cioè l’incarceramento oggi riservato ai ladri di proprietà private ma raramente a quelli del denaro pubblico.
3) Politica europea: assumere una più decisa posizione sulla urgenza di un accordo intergovernativo che anticipi la riforma dei Trattati per: a) correggere la politica economica conservatrice fin qui praticata dalla UE che pretenderebbe di risanare le finanze dei paesi più indebitati con misure di austerità che producono il contrario di ciò che sarebbe necessario. Perché i tagli di spesa e di redditi, la caduta dei consumi e degli investimenti, una devastante disoccupazione, la recessione e il calo del PIL che ne conseguono, non diminuiscono ma accrescono il peso del debito pubblico sul reddito nazionale; b) conferire alla Banca centrale europea il potere di creditore di ultima istanza per il rifinanziamento delle banche europee quanto è necessario per un reale riavvio della crescita; c) consentire l’emissione di Euro bond per un piano di investimenti pubblici da non contabilizzare nei deficit di bilancio; d) istituire un’Agenzia di rating europea che renda l’Europa indipendente dalle scandalose speculazioni delle oligarchie bancarie americane e dalle complici valutazioni delle agenzie, a loro collegate in affari assai poco chiari, tipo Standard & Poor’s.
Siccome i lettori di questo Blog potrebbero stupirsi dell’ulteriore credito che ritengo si debba dare al governo Monti auspicando la sua durata oltre le prossime elezioni, desidero subito spiegarne la ragione. Lo considero un governo di assoluta emergenza ma insostituibile per almeno altri quattro anni perché è il solo che possa affrontare i due maggiori pericoli che corre l’Italia dopo il ventennio berlusconiano: quello di essere schiacciata dai debiti e quello di essere sommersa dalla corruzione e dalla criminalità mafiosa. Tutto il resto, comprese le riforme di “sinistra” che auspico, esigono questo periodo di “digiuno” che risani il nostro paese dal devastante affarismo di ogni parte politica.
Quanto alla rielezione di Giorgio Napolitano, ebbene penso che siamo in molti ad auspicarla per i grandi meriti che gli vengono riconosciuti da un ampio schieramento di cittadini. Ma anche per scongiurare un’altra possibile candidatura che fa inorridire considerando chi la potrebbe avanzare nel 2013, ma assai più difficilmente tre anni dopo se la giustizia farà il suo doveroso corso.