Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



13 gennaio 2013

Santoro e Berlusconi compari nella corruzione della politica

“Servizio Pubblico”???  Niente affatto, la trasmissione di Santoro è stata un perfetto “Servizio Privato” reso a Berlusconi consentendogli, nel probabile finale della sua carriera di corruttore della politica, di dimostrare che  prostituire l’informazione, lo stile da lui coniato, si  è ormai imposto al punto  che può sempre trovare chi è ancora disposto ad applicarlo. Perché questo hanno fatto Santoro e Travaglio inchinandosi al vecchio impostore, fingendosi suoi avversari ma invece assecondando le sue mire strizzandogli l’occhio. Il trucco è stato questo: hanno elencato alcuni dei suoi misfatti più  noti che molti milioni di italiani hanno creduto essere le sue virtù mandandolo due volte al potere, ma hanno accuratamente nascosto quello di gran lunga maggiore, e cioè il Grande Imbroglio commesso  dalla banda con cui ha governato non il Paese ma i suoi affari. Tutto è incominciato nel 1994 con la “Carta dei valori” di Forza Italia, nata per «opporsi a una possibile deriva illiberale del sistema politico», per realizzare «una seconda modernizzazione italiana». Tutto è poi proseguito fino al 2011 mediante  governi dediti a emanare norme ispirate a valori opposti, cioè al corrotto principio che la legge non era “uguale” per il Berlusconi della vita privata, del suo patrimonio, dei suoi affari. In 18 leggi - che elenco qui appresso separatamente per chi vorrà conoscerle - e in 30 procedimenti giudiziari a suo carico, misfatti che in minima parte Santoro e Travaglio hanno imputato a Berlusconi, vi sono gli estremi per una condanna  al pubblico disprezzo e alla ignominia storica. Santoro dia retta: cambi il titolo della sua trasmissione.




Dal Post del 18/11/2011, le leggi emanate dalla banda Berlusconi 

 1994 - 1) “Legge Tremonti” che detassava al 50%  gli utili investiti dalle imprese, a beneficio della neonata Mediaset.
1997 - 2) “Legge Maccanico” che consentiva a Rete 4 di Mediaset di trasmettere in barba alle norme anti-trust sulle concessioni. Una legge del governo D’Alema nel 1999 servirà a confermarla.
2001 - 3) Legge sui limiti nell'utilizzo di prove ottenute con rogatorie internazionali,  applicabile al processo "Sme " per corruzione di giudici riguardante i falsi in bilancio contestati a Berlusconi e Previti accusati di far uscire clandestinamente dalle casse di società estere il denaro occorrente – 4) “Legge Tremonti” per l’abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni incluso quello della famiglia Berlusconi.
2002  - 5) “Legge Frattini” che tra le ipotesi di conflitto di interessi escludeva la “mera proprietà” di un’impresa, non prevedeva l'ineleggibilità di un soggetto sottoposto a quel conflitto ma solo l'incompatibilità nell'assumere incarichi differenti da quelli di governo e solo quando ne derivasse un danno per l'interesse pubblico, però non di competenza dell'Autorità Garante per la Concorrenza. - 6) Legge per la  depenalizzazione del falso in bilancio di cui Berlusconi era accusato in cinque cause. - 7) Legge di condono "tombale" sulle imposte evase di cui beneficiarono le imprese del gruppo Mediaset.  
2003 - 8) Legge  Incentivo per l'acquisto dei decoder digitali di cui il principale distributore in Italia era controllato da Paolo e Alessia Berlusconi. - 9) “Lodo Schifani”  con il divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio. - 10) Decreto per consentire a Rete 4 di Mediaset di continuare a trasmettere malgrado la violazione delle leggi anti-trust.
2004 - 11) "Legge Gasparri" che consentiva di evitare la riduzione del numero di concessioni del gruppo Mediaset. -  12) Legge per condono edilizio esteso alle zone protette come quella della villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi.
2005 - 13) “Legge salva-Previti”, con riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati consentendo l'estinzione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Diritti TV Mediaset" e ”Mills” a carico di Berlusconi. -  14) Decreti  che aiutavano fiscalmente la previdenza assicurativa individuale di cui beneficiano società di proprietà della famiglia Berlusconi.
2006 - 15) "Legge Pecorella" per l'inappellabilità da parte del PM delle sentenze di proscioglimento che favoriva Berlusconi nel grado di appello di un giudizio nel quale era stato assolto in primo grado.
2008 - 16) "Lodo Alfano" con nuovo divieto di sottoposizione a processo delle quattro più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica. - 17) Decreto anticrisi con aumento dal 10 al 20 per cento dell'IVA sui servizi di televisione che danneggiava la "Sky Italia", principale competitor del gruppo Mediaset.
2009 - 18) Decreto per aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio con immediato vantaggio della Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.

3 gennaio 2013

Il populismo aristocratico del Senatore a vita

L’ideologia populista esiste in molte versioni, però con una costante: la concezione elitaria della direzione politica affinché essa sia efficiente, e quindi avversa a quella democratico-popolare che riflette gli antagonismi di classe e perciò è inefficiente. C’è un populismo cattolico che, quando è parrocchiale, distingue i peccatori dai virtuosi, non i ricchi dai poveri, e predica l’obbedienza al sommo Pontefice. C’è un populismo laico che distingue chi , imprenditore o lavoratore,  si impegna alacremente da chi tira a campare con il soccorso dello Stato, ma non chi è occupato da chi è disoccupato, e confida  nel potere di un Premier che sappia dirigere le masse e risolvere i loro problemi. Non vi sembra che questo sia il populismo di Mario Monti?  Ecco perché è disgustato dall’esistenza di una destra e di una sinistra che si incaponiscono a voler rappresentare gli antagonismi reali che dividono la società e quindi, secondo lui, a perpetuare politiche inefficienti. Ma cosa distingue il populismo becero di un Berlusconi che cerca di annullare destra e sinistra unificandole nella passione televisiva che lo rende ricco, dal populismo alto-borghese di Mario Monti, uomo di provata esperienza, onestà e probità, che ha riscattato l’Italia dalla ignominia delle sceneggiate di Arcore? Sospetto che, al contrario di Berlusconi, Monti sia la perfetta espressione della compenetrazione di religione e politica, di cattolicesimo e spirito civico, entrambi di alta qualità, ma inevitabilmente contraddittori. Si rassegni Senatore Monti: lei è la prova vivente che la destra esiste, e che quindi è bene che ci sia una sinistra, capace di contrastare ogni populismo.