Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



25 novembre 2012

Quali interessi attuali oscurano sagge parole del vicino passato?

Nel 1954 il grande economista americano, John K. Galbraith,  poneva fra le cause della crisi del 1929 il «misero stato della consulenza economica» di allora, con le seguenti parole di severa critica che dovrebbero far sobbalzare qualcuno proprio oggi: «Il pareggio del bilancio era la dottrina di entrambi i partiti, democratico e repubblicano, e poiché dal 1930 in poi il bilancio era rimasto in grave squilibrio, il pareggio significava un aumento delle imposte, una riduzione delle spese, o entrambi E così venne quella prima Grande depressione.
Poiché la crisi iniziata nel 2008 somiglia tanto a quella del 1929, perché su quelle parole è calato il silenzio? E’ come se fosse fatale che quando certi autori escono di scena e vengono sostituiti da nuovi “consulenti” poco interessati alla storia in generale e a quella delle teorie economiche in particolare, qualcosa vietasse che l’esperienza del passato rimanesse viva nel presente. Col risultato che le giovani generazioni restano digiune di conoscenze andate a fondo assai più utili di quelle che galleggiano per una supposta maggiore attualità. Le quali spesso sono invece di assai più vecchio conio, ma resistenti all’usura del tempo perché ideologicamente convenienti alla perpetuazione di potenti interessi. Dai quali non vanno esenti anche Università di grande prestigio sia americane che europee.

21 novembre 2012

Per una Riforma protestante laica

Suggerisco che nel nostro paese, in cui regna la Controriforma a partire dal Concilio di Trento del 1545, venga avviata una Riforma protestante assolutamente laica che, dunque, non serva a combattere polverosi dogmi del potere ecclesiastico quanto anticaglie ideologiche moderne sul modo di conoscere, studiare e insegnare separatamente l’evoluzione della società (nelle facoltà di sociologia), della politica (nelle facoltà di scienze politiche), dell’economia (nelle facoltà di scienze economiche) e della cultura (nelle facoltà di filosofia, di storia, di scienze naturali, ecc.). Col risultato, pessimo, di ignorare, o comunque di sottovalutare il ruolo specifico della storia della nostra civiltà capitalista che, piaccia o meno, è in corso da otto secoli. Il ruolo cioè di riunire per i propri fini in un unico insieme le sfere della società, della politica dell’economia e della cultura che, nelle precedenti civiltà, erano divise e autonome. Dunque serve una Riforma dell’intero sistema di insegnamento, perché quell’ignoranza è anche concettuale e ideologica, in quanto perpetua un modo di pensare conformista. Come, fra l’altro, l’essere favorevoli ai rimedi dell’austerità forzosa e senza fine che nuoce a tutte le classi sociali e perpetua la crisi. Dunque una Riforma che colpisca responsabilità non solo di destra, ma anche di una sinistra anch’essa conformista, perché vuole andare al potere senza scontentare nessuno, neppure Mario Monti, non considerando che neppure lui dovrebbe essere sfavorevole a una Riforma laica della cultura, anche economica, che le rimetta i piedi in terra come aveva fatto il suo collega John M, Keynes 76 anni or sono.