Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



23 febbraio 2013

Non è l’economia, stupidi!... che adesso è in crisi, ma la sua civiltà

Non lo pensa chi crede ancora che esiste un sistema «economico» in sé e per sé nella concreta realtà, invece che soltanto nei manuali della Bocconi o di Harvard. Mentre nel mondo della vita di tutti i  paesi in cui si produce e si consuma, si vende e si acquista, da otto secoli esiste ed è immensamente cresciuto, malgrado grandi crisi, un sistema che dal Capitale in poi si chiama «capitalismo» e, ancora meglio grazie all’insegnamento della storia, «civiltà capitalista».  Perché, fin dalla Venezia del 1200, il capitalismo deve solo a quella civiltà di agguerriti raggruppamenti sociali, di favorevoli istituzioni e governi dello Stato, di mercati espugnati per maggiori profitti da accumulare, se si è ingigantito come ha fatto. Ed è proprio questa civiltà di vitale sostegno “sociale”, “politico” e “culturale” del capitalismo a stare ora assai peggio della sua “economia”, l’unica a essere in crisi secondo gli economisti ignoranti di storia (Monti compreso). Perché invece è proprio la caduta di questa civiltà in grave dissesto, dovuta alla globalizzazione,  che ora causa la nostra recessione. Ma allora: come mai il capitalismo in Cina avanza a passi da gigante e in 24 anni, malgrado l’ “idiotismo rurale” (espressione di Marx) in cui il comunismo l’aveva fatta precipitare, è ora in gara con gli Stati Uniti per l’egemonia globale? Forse che la “civiltà” di quel capitalismo, contrariamente alla nostra, sarebbe in buona salute? Niente affatto, sarà purtroppo anch’essa una civiltà, ma con disuguaglianze sociali, dispotismo politico, un mercato del lavoro e una cultura abissalmente diversi da quelli occidentali. Nel loro capitalismo lo sfruttamento non è regolato e l’austerità è assicurata da centinaia di milioni di poverissimi.

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