Ne abbiamo un urgente bisogno perché una Curia e una Banca da
mandare all’aria le abbiamo anche noi nel fu Stato Nazionale italiano, oggi di
nuovo in affanno perché dopo l’Unione Europea un altro potere sovranazionale
come il Fondo Monetario ha dettato le regole al governo delle larghe intese (o delle
lunghe attese): niente detassazione e maggiori tagli alla spesa pubblica.
Povero Letta, gran brava persona e pieno di buona volontà, ma ormai
anche lui invischiato nella Curia in conclave del PDL e del PD, dove siedono
insieme ben mescolati personaggi degnissimi ma anche indegni come in ogni
conclave. Comunque troppi che da troppi anni sono stati ordinati politici a
tempo indeterminato da capi di partito
circondati da una corte di funzionari inamovibili perché incollati alle loro poltrone.
In questo senso lo Stato italiano è la versione più simile alla Chiesa di Roma,
ma purtroppo ancora senza una Riforma bergogliana. In nessun’altro Stato Europeo
siedono in Parlamento tanti residuati di antiche legislature come da noi. E
quindi è proprio l’ora di cambiare aria.
Come ho spesso manifestato in questo mio piccolo Blog, non mi
piace affatto che la democrazia degli Stati Nazione sia andata in esilio oltre
Atlantico nelle dimore del gigantesco sistema speculativo-finanziario, con sede
principale in Wall Street, che la globalizzazione ci ha regalato insieme a più
nobili istituzioni come appunto il FMI. Che però non riescono tutte insieme a considerare
che 26 milioni di disoccupati in Europa, che fanno a se stanti una nazione di
poveri abbandonati, sono più importanti del rispetto delle regole di austerità
destinate a farli crescere ancora portandoli alla disperazione. Che un giorno o
l’altro potrebbe convincere anche loro a riempire totalmente la piazza per chiedere
che qualcuno almeno si dimetta, con il rischio fatale però di un accompagnamento
di autoblinde.
E tuttavia, poiché siamo in Italia, c’è da chiedersi se il FMI
non abbia, dopo tutto, un po’ ragione. Perché i famosi 800 miliardi della nostra
spesa pubblica includono ancora sicuramente sprechi immensi e privilegi
disgustosamente perduranti. Non occorre uno Snowden per rivelarli, tanto li
incontriamo a ogni passo che facciamo. Per esempio percorrendo una nuova strada
inutilmente raddrizzata e ampliata in Provincia di Grosseto, ma poi lasciata a metà per via di appalti e
subappalti falliti e pericolosamente già malconcia, finanziata dalla locale Provincia
sopravvissuta a tutte le minacce di morte inflitte in questi nobili anni di rigore
e austerità.
Coraggio Francesco I laico e democratico, che tu sia Matteo Renzi
o Chiunque Vattelapesca, liberaci dal vecchiume che ci circonda, ieri in
conclave nel PD per non decidere ma rinviare, rinviare, rinviare, (che scuola per Enrico Letta!)
con parecchi D’Alema et similia che hanno
garantito, quando erano al potere, al Grande Corruttore di godere sine
die il privilegio del “non conflitto di interessi”. Bravi, bravissimi, ma
Francesco I in pectore non si faccia demoralizzare, e continui a stare alla
larga da quei tristi conclavi in cui parecchi “giovani” sono precocemente
invecchiati.
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