Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



5 luglio 2013

Lo spirito civile ci dia un Francesco I politico

Ne abbiamo un urgente bisogno perché una Curia e una Banca da mandare all’aria le abbiamo anche noi nel fu Stato Nazionale italiano, oggi di nuovo in affanno perché dopo l’Unione Europea un altro potere sovranazionale come il Fondo Monetario ha dettato le regole al governo delle larghe intese (o delle lunghe attese): niente detassazione e maggiori tagli alla spesa pubblica.
Povero Letta, gran brava persona e pieno di buona volontà, ma ormai anche lui invischiato nella Curia in conclave del PDL e del PD, dove siedono insieme ben mescolati personaggi degnissimi ma anche indegni come in ogni conclave. Comunque troppi che da troppi anni sono stati ordinati politici a tempo indeterminato da  capi di partito circondati da una corte di funzionari inamovibili perché incollati alle loro poltrone. In questo senso lo Stato italiano è la versione più simile alla Chiesa di Roma, ma purtroppo ancora senza una Riforma bergogliana. In nessun’altro Stato Europeo siedono in Parlamento tanti residuati di antiche legislature come da noi. E quindi è proprio l’ora di cambiare aria.
Come ho spesso manifestato in questo mio piccolo Blog, non mi piace affatto che la democrazia degli Stati Nazione sia andata in esilio oltre Atlantico nelle dimore del gigantesco sistema speculativo-finanziario, con sede principale in Wall Street, che la globalizzazione ci ha regalato insieme a più nobili istituzioni come appunto il FMI. Che però non riescono tutte insieme a considerare che 26 milioni di disoccupati in Europa, che fanno a se stanti una nazione di poveri abbandonati, sono più importanti del rispetto delle regole di austerità destinate a farli crescere ancora portandoli alla disperazione. Che un giorno o l’altro potrebbe convincere anche loro a riempire totalmente la piazza per chiedere che qualcuno almeno si dimetta, con il rischio fatale però di un accompagnamento di autoblinde.  
E tuttavia, poiché siamo in Italia, c’è da chiedersi se il FMI non abbia, dopo tutto, un po’ ragione. Perché i famosi 800 miliardi della nostra spesa pubblica includono ancora sicuramente sprechi immensi e privilegi disgustosamente perduranti. Non occorre uno Snowden per rivelarli, tanto li incontriamo a ogni passo che facciamo. Per esempio percorrendo una nuova strada inutilmente raddrizzata e ampliata in Provincia di Grosseto,  ma poi lasciata a metà per via di appalti e subappalti falliti e pericolosamente già malconcia, finanziata dalla locale Provincia sopravvissuta a tutte le minacce di morte inflitte in questi nobili anni di rigore e austerità.
Coraggio Francesco I laico e democratico, che tu sia Matteo Renzi o Chiunque Vattelapesca, liberaci dal vecchiume che ci circonda, ieri in conclave nel PD per non decidere ma rinviare,  rinviare, rinviare, (che scuola per Enrico Letta!) con parecchi  D’Alema et similia che hanno garantito, quando erano al potere, al Grande Corruttore di godere sine die il privilegio del “non conflitto di interessi”. Bravi, bravissimi, ma Francesco I in pectore non si faccia demoralizzare, e continui a stare alla larga da quei tristi conclavi in cui parecchi “giovani” sono precocemente invecchiati.  
 

Nessun commento:

Posta un commento