L’intervista di Renzi su Repubblica dell’11 maggio è uno squillo
di tromba per fare uscire il PD dal sonno profondo, agitato da incubi, in cui è
piombato almeno dal 16 novembre 2011, quando il cavaliere della corruzione è
stato disarcionato dal cavaliere dell’austerità accolto anche da sinistra con
sollievo. Sfido io, con lo spread oltre i 500 punti che faceva salire alle
stelle il finanziamento del debito, con la bancarotta di migliaia di aziende e con
una disoccupazione senza freni, la camicia di forza del pareggio del bilancio
imposta dall’Europa al suo fedele affiliato Prof. Monti è apparsa la medicina salva-vita.
E poteva esserlo se somministrata con
moderazione e provvisoriamente per evitare il disastro ma poi, secondo economisti
di sicura fama, doveva essere sostituita da politiche
economiche di segno opposto. Cioè nuovo indebitamento per investimenti pubblici
e privati per ridare lavoro e redditi e quindi anche nuovo gettito fiscale a
compenso del nuovo indebitamento. Ma l’Europa, incapace di realizzare una vera unione, vietava quella strada e in Italia la “sinistra”
del PD si acconciava a quel divieto senza fare la minima critica al governo
Monti cui assicurava la maggioranza con la destra del PDL nella prima “grande
intesa”. Non una voce si levava nel PD per una maggiore equità nella feroce
imposizione fiscale, lasciando che il suo silenzio venisse rotto dalla destra
con la richiesta che la prima casa sia esentata dall’IMU per tutti i contribuenti, anche i possessori
di molte case e non, come la “sinistra”
avrebbe dovuto pretendere, solo per quelli meno abbienti. Sissignori, Berlusconi,
invece, non dorme mai e a nome del PDL fa politica a tutto spiano, conquistando
l’elettorato maggiore in tutti i paesi capitalistici avanzati, che è il ceto
medio. Ma il PD russava beato, dimentico che la classe operaia, diventata anch’essa
ceto medio, non costituiva più una riserva di voti per chi non lo difende. E,
francamente, puntare ora per un cambiamento su Epifani, ex segretario della ex CGIL della ex classe
operaia…
Renzi chiede semplicemente che il PD si risvegli. Lo
stato di necessità della seconda “grande intesa” non gli impedisce di esserne
protagonista almeno quanto il PDL, e possibilmente di più. E allora perché rimanda il congresso a ottobre? Perché rimanda di formulare proposte concrete
da presentare all’Europa chiamando a consulto un Krugman o uno Stglitz, insomma
la crema degli economisti progressisti, visto che quelli italiani sembrano
affetti dalla “malattia del sonno”? Perché rimanda
una robusta reazione, impersonata da uomini e donne giovani e nuovi, alla
dannata patologia del non saper vincere,
del non rischiare di governare, regalando
alla destra che già comanda con l’!% dei superprivilegiati anche l’intero ceto medio, cioè una larga parte di
quel 99% in cui si annida la nuova povertà, e di cui proprio Stiglitz ha preso
le difese? Coraggio Partito Democratico, liberati del vecchio apparato
autocratico che è la tua mosca Tsé Tsé.
Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.
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