Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



14 maggio 2013

Letta fai in fretta, il peggiore stato di necessità è la disoccupazione


Il governo della “grande intesa” si impone per un solo motivo, cioè CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE, l’ignobile Porcellum che ha prodotto la sconfitta vittoriosa del PD. Un cambiamento urgente perché, dati i sondaggi che danno il PDL con 5 punti di vantaggio sul PD, se dovessimo votare di nuovo con quella legge l’Innominato tornerebbe in prima persona a governare. In quel caso, cari Vendola e Grillo, l’Italia ridiventerebbe una pura “espressione geografica”, come diceva Metternich due secoli fa, e adesso per di più, di campagne abbandonate, di città piene di disoccupati, di fabbriche chiuse, e di uno Stato nelle mani di speculatori, costruttori abusivi, evasori fiscali e amici di famiglie mafiose. Tutti lucrosamente occupati che se ne infischiano dei senza lavoro, soddisfatti che il pareggio del bilancio sia ora scritto nella nostra Costituzione, rifondandola sul lavoro che non c’è.
Ma allora cosa aspettiamo? Perché Letta non ha messo la riforma elettorale al primo punto del suo ordine del giorno? Sospetto (forse non sono il solo) che l’Innominato, tornato lustro, gonfio e tronfio grazie alle “larghe intese”, voglia fortemente anteporre a quella elettorale una lenta e complicata riforma “costituzionale” che gli consentirebbe di tirare in lungo quanto ora gli accomoda, per poi far cadere il governo e tornare alle elezioni con l’amico Porcellum ancora valido.
Se dunque il PD garantisce a Letta i suo appoggio senza imporgli condizioni tassative per quell’obbiettivo prioritario, succede semplicemente che milioni di disoccupati continuano a soffrire una disperata miseria, e migliaia di fabbriche a chiudere ogni giorno gonfiando il numero dei senza lavoro, mentre il governo nulla farebbe di decisivo per loro perché impegolato unicamente nella nobile impresa di ridurre il numero dei deputati e di riformare il Senato! E l’Innominato può cantare vittoria perché così impedisce al PD, che con le sue lotte interne come le hanno i laburisti inglesi e i Democratici americani, rimane (per ora) l’unico grande Partito politico avversario, di riprendere la sua lotta contro le malefatte del PDL. Che invece è placido e concorde perché non è affatto un Partito ma un Comitato d’affari, gestito da un Amministratore-azionista unico, circondato da vassalli omaggianti perché sanno che se egli dovesse soccombere, magari per motivi giudiziari, quel loro Comitato si spappolerebbe, privo com’è di una struttura e di una dirigenza alternativa all’Innominato, e un terzo della pancia molle degli italiani dovrebbe cercarsi altri tutori.
Finché dura lo stato di necessità imposto dalla riforma elettorale l’Innominato  è più o meno al riparo e può continuare a tessere la sua ignobile tela proclamando nelle piazze che lui, violando la legge, è innocente e la magistratura, applicando la legge, è colpevole di lesa maestà dei suoi torbidi affari. Perciò algido Letta fai in fretta, perché l’Innominato è una vergogna nazionale ed europea. Ma una intera generazione priva di lavoro è una tragedia nazionale ed europea.

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