Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



21 novembre 2011

Ma che razza di governo è questo? E’ il capitalismo, stupido!

Allora, dopo esserci liberati della banda del buco saremmo ora nelle mani di una banda di banchieri predoni,  esponenti dei poteri forti della finanza mondiale? L’Italia preda di agenti segreti della solita Goldman Sachs che vuole salvarci dal default per poterci meglio spolpare con le armi della speculazione?
 Questa è la nuova mediocre trovata di ex berlusconiani mascherati per l'occasione da anti-liberisti e fieri avversari delle teorie insegnate nelle accademie degli USA, d’improvviso viste come le incubatrici del governo Monti e dei suoi pericolosi disegni di risanamento della nostra squassata economia. Insomma saremmo passati da una destra moderata nazionale a una destra predatrice per conto di interessi sovranazionali.
Sappiamo che invece la verità è che siamo passati da una destra di impostori imbroglioni a una destra di seri professionisti ed esperti, da un regime corrotto e corruttore uscito da elezioni anch’esse imbroglione (la “porcata” del genio leghista Calderoli) a un governo legittimamente incaricato dal Capo dello Stato e che poi si è sottoposto al vaglio del Parlamento dal quale ha avuto una larghissima fiducia. Per cominciare non c’è male, non vi pare?
Ma si dice da alcuni: questo è un governo di “destra” tanto è vero che ne fa parte un banchiere di grido come Corrado Passera con qualche problema di conflitti di interesse. Ma è altrettanto vero che  vi partecipa anche Fabrizio Barca che è uno schietto progressista. E allora noi della “sinistra” come la mettiamo?
Io suggerirei di aspettare prima di giudicare, perché non sarebbe la prima volta che per attuare severe misure di equità prima di tutto fiscale e poi redistributiva degli oneri per il risanamento che colpiscano maggiormente i più abbienti, possa agire più efficacemente un governo moderato che uno dichiaratamente “radical”. Ma qualcuno insiste: non è per forza di “destra” un governo che ha un Presidente del Consiglio e ministri così chiaramente legati col mondo delle grandi banche e dell’alta finanza? E io rispondo, parafrasando la nota battuta di Clinton, : “è il capitalismo, stupido!”
Voglio dire che in tutta la secolare storia di questo sistema, il capitale mercantile e finanziario  e il  potere politico sono sempre andati strettamente a braccetto. Pensate: dalla Venezia del Duecento in cui i mercanti nominavano i Dogi che armavano le loro flotte, e poi ogni volta che una cosiddetta “sovranità degli affari” guidava gli Stati, come nell’Olanda e nell’Inghilterra del Seicento con i privilegi concessi alle grandi Compagnie monopoliste per gli scambi oltre oceano, e poi nell’Ottocento con i potenti incentivi delle conquiste coloniali e, infine, con  tutta la serie dei sostegni moderni al capitale attraverso la spesa pubblica e le politiche di bilancio.
Insomma, dalla Venezia dei Dogi al mondo attuale si può dire: niente politica, niente incentivi, niente capitalismo. E quindi anche:  proprio nessun governo nei Paesi del capitalismo ha mai potuto essere “tecnico” e non insieme “politico”, compreso questo attuale guidato da Monti.
Per questo è anche falso distinguere un capitalismo sano, fondato sul "libero mercato",  indipendente dal capitale bancario e finanziario e da padrini politici, da un capitalismo malato, monopolista e politicamente clientelare, in inglese il "crony capitalism". Perché il capitalismo è irrimediabilmente un sistema mosso dalla ingordigia per i profitti e non dall’impegno di soddisfare dei bisogni, e quindi è sempre cliente della politica e insieme suo signore ogni volta coi mezzi più potenti che ha disponibili, comprese la corruttela, le banche e la finanza.
Ma nel Novecento la politica delle democrazie, finché ha avuto le mani libere, ha imposto al capitalismo la taglia di una spesa pubblica assistenziale orientata invece proprio alla larga soddisfazione di bisogni sociali e al freno dei vizi speculativi. E’ questo l’unico lato “di sinistra” del capitalismo, oggi assai pericolante e quindi da difendere con le unghie e coi denti guardando largo e lontano, perché il deficit di democrazia non è di questo governo italiano ma di tutti, proprio tutti, quelli sottoposti, come ho avuto altra occasione di dire, alla iperglobalizzazione capitalista, pericolosa malattia mondiale

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