Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



7 settembre 2013

Quei deputati vittime dello spettacolo e del pensiero unico

Apparteniamo ormai tutti alla nuova era della informazione e dello spettacolo. Data la immensità del pubblico che può usare i media e la vastità della scena globale, è altamente probabile che quanti guardano i teleschermi siano dei semplici spettatori, e molto raramente degli esperti o  ricercatori. E questo avviene tanto per eventi e notizie lontanissimi da noi e dai nostri interessi, quanto vicinissimi, per una precisa ragione legata a questo nostro mondo affollato e tecnologico:
non è più la distanza che ci rende estranei gli uni dagli altri, quanto la crescente estraneità degli uni dagli altri che ci rende distanti.
È stata la enorme semplificazione e velocizzazione delle comunicazioni di ogni tipo che ha danneggiato la cultura, assorbendo i il tempo che le passate generazioni dedicavano alla conversazione, alla lettura, all’apprendimento e alla riflessione. L’invasione barbarica della attualità sta trasformando tutto in spettacolo di suoni e luci, cui si assiste senza molto pensare, e sovente senza darsi una ragione di ciò che si vede succedere e degli effetti che produrrà sul nostro futuro.
Ma lo spettacolo per sua natura è piatto, quindi impenetrabile tanto sullo schermo quanto sulla scena,  e quindi si presta a non essere discusso, e men che meno criticato e giudicato. Ecco perché la società dello spettacolo è un perfetto strumento del pensiero unico e devoto, che per questo è stato, ed è largamente sfruttato dalle dittature. Ed è difficile non temere che il pensiero unico ritorni a essere una grande tentazione nei momenti di maggiore confusione delle idee, e del drammatico ridursi della cultura e del livello del dibattito.
Siamo dunque sempre più distanti ed estranei, e quindi confusi, noi membri delle società capitaliste “avanzate”, perciò appartenenti a una civiltà che però è entrata in una fase di dissesto.  Per superare il quale è essenziale non farsi sopraffare dalla confusione prodotta dall’era dello spettacolo, e riappropriarsi della conoscenza dalla quale vorrebbe tenerci lontani. 
Come invece appaiono esserlo proprio i  deputati del movimento Cinque stelle, che sono dovuti salire sul tetto della Camera e dare spettacolo, perché ci si accorgesse della loro esistenza, continuamente offuscata e annichilita dal pensiero unico del maestro dello spettacolo, che furbescamente li guida.

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