Dopo i milioni di parole spese per osannare o esecrare Berlusconi,
questo è il tentativo di usare solo quelle indispensabili per denunciare gli imbrogli
della banda con cui ha governato non il Paese ma i suoi affari, e per salvare la
memoria dei suoi misfatti dall’usura
del tempo e della distrazione umana.
Nel vocabolario Zingarelli: imbrogliare
= dare a intendere cose non vere a qc., ingannare qc. per il proprio interesse
e vantaggio.
Tutto è incominciato nel 1994 col dare a intendere cose non vere. Nella “Carta dei valori” di Forza
Italia era scritto che essa nasceva (udite, udite!) per «opporsi a una
possibile deriva illiberale del sistema politico», per realizzare «una seconda
modernizzazione italiana» e per riunire le aree politico-culturali «del cattolicesimo liberale e popolare,
dell'umanesimo laico, liberale e repubblicano e del liberal-socialismo.»
Tutto è poi proseguito, con due pause, fino al 2011 con l’inganno per il proprio interesse e vantaggio di governi dediti a emanare norme ispirate da valori opposti, cioè dal corrotto principio che la legge non era
“uguale” per Berlusconi relativamente alla sua vita privata, al suo patrimonio,
ai suoi affari, ai 30 procedimenti giudiziari a suo carico e al conflitto di
interesse di un Presidente del Consiglio che gestiva la televisione di sua
proprietà in concorrenza con quella pubblica.
Noi tutti siamo stati le vittime dell’impressionante raggiro di quell’impostore
in combutta con nani, ballerine e padrini di ogni risma. Ma i più diretti
imbrogliati sono stati i votanti per FI e PdL che l’hanno portato al potere nelle
elezioni del 1994, 2001, 2006 e 2008, e cioè ben 8,1, poi 10,9, poi 9,5 e infine 13,6 milioni
di cittadini
E la prova materiale degli imbrogli della banda Berlusconi sono
le 18 norme, approvate in 17 anni, mai una volta “liberal-socialiste” e “popolari” ma sempre antidemocratiche e autoritarie, che ora vi elenco. Stenterete a crederci.
1994 - 1) “Legge Tremonti” che detassava al
50% gli utili investiti dalle imprese, a
beneficio della neonata Mediaset.
1997 - 2) “Legge Maccanico” che consentiva a
Rete 4 di Mediaset di trasmettere in barba alle norme anti-trust sulle
concessioni. Una legge del governo D’Alema nel 1999 servirà a confermarla.
2001 - 3) Legge sui limiti nell'utilizzo di
prove ottenute con rogatorie internazionali,
applicabile al processo "Sme " per corruzione di giudici
riguardante i falsi in bilancio contestati a Berlusconi e Previti accusati di
far uscire clandestinamente dalle casse di società estere il denaro occorrente -
4) “Legge
Tremonti” per l’abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni
incluso quello della famiglia Berlusconi.
2002 - 5) “Legge Frattini” che tra le ipotesi di conflitto di interessi
escludeva la “mera proprietà” di un’impresa, non prevedeva l'ineleggibilità di
un soggetto sottoposto a quel conflitto ma solo l'incompatibilità nell'assumere
incarichi differenti da quelli di governo e solo quando ne derivasse un danno
per l'interesse pubblico, però non di competenza dell'Autorità Garante per la
Concorrenza. - 6)
Legge per la depenalizzazione del falso
in bilancio di cui Berlusconi era accusato in cinque cause. - 7) Legge di condono
"tombale" sulle imposte evase di cui beneficiarono le imprese del
gruppo Mediaset.
2003 - 8) Legge Incentivo per l'acquisto dei decoder digitali
di cui il principale distributore in Italia era controllato da Paolo e Alessia
Berlusconi. - 9)
“Lodo Schifani” con il divieto di
sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le
quali il Presidente del Consiglio. - 10) Decreto per consentire a Rete 4 di Mediaset di continuare a
trasmettere malgrado la violazione delle leggi anti-trust.
2004 - 11) "Legge Gasparri" che
consentiva di evitare la riduzione del numero di concessioni del gruppo
Mediaset. - 12) Legge per condono edilizio esteso alle
zone protette come quella della villa "La Certosa" di proprietà di
Berlusconi.
2005 - 13) “Legge salva-Previti”, con
riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati consentendo
l'estinzione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei
processi "Diritti TV Mediaset" e ”Mills” a carico di Berlusconi. - 14) Decreti che aiutavano
fiscalmente la previdenza assicurativa individuale di cui beneficiano società
di proprietà della famiglia Berlusconi.
2006 - 15) "Legge Pecorella" per
l'inappellabilità da parte del PM delle sentenze di proscioglimento che
favoriva Berlusconi nel grado di appello di un giudizio nel quale era stato
assolto in primo grado.
2008 - 16) "Lodo Alfano" con nuovo
divieto di sottoposizione a processo delle quattro più alte cariche dello Stato
tra le quali il Presidente del Consiglio in carica. - 17) Decreto anticrisi con aumento dal
10 al 20 per cento dell'IVA sui servizi di televisione che danneggiava la
"Sky Italia", principale competitor del gruppo Mediaset.
2009 - 18) Decreto per aumento dal 10 al 20
per cento della quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e
detenere in portafoglio con immediato vantaggio dalla Fininvest per aumentare
il controllo su Mediaset.
Non si dovrà mai dimenticare la inciviltà e trivialità
di questa sciagurata banda che ha offuscato nel mondo il nome dell’Italia, riscattato
alla fine dalla esemplare figura civile e morale di Giorgio Napolitano.
Carissinmo Guido,
RispondiEliminaquesto tuo blog e' uno dei migliori, ed in particolare il bel (pero' anche deprimente) elenco delle leggi e decreti che vanno a dimostrare la validita' del tema centrale del pezzo. Pero' trovo altretanto deprimente la statistica che riporti sul numero quasi sempre in salita di elettori italiani che abbiano portato SB al potere.
Joseph
Joseph ti ringrazio, sono lieto che questo post ti sia piaciuto. Ho ritenuto di doverlo scrivere perché SB è un'idra a molte teste e c'è da temere che tagliata una un'altra torni a imbrogliare i miei compatrioti. Purtroppo non possiamo dimenticare che il fascismo è nato in Italia e che ci sono molti modi per farne una buona imitazione anche in un regime parlamentare, quando la democrazia si indebolisce, come oggi succede in tutti i nostri paesi.
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