Con ammirevole candore in una intervista a Die Zeit, riportata su la Repubblica del
5 dicembre, “Padre” Georg Gaenswein, divenuto “per ubbidienza” segretario di
Papa Francesco “di giorno”, dopo esserlo stato del dimissionario Ratzinger presso
il quale, però, ritorna “di sera”, si dichiara francamente insoddisfatto della
piega che hanno preso le cose nella Chiesa Cattolica con la distruzione di un
ordine secolare. Ma sì, insoddisfatto perché prima Georg si sentiva “un alto
sacerdote della tradizione” mentre ora, evidentemente, è diventato un basso prelato
di una rivoluzione. Ma di una che nel suo intimo, e poi pubblicamente sulla
stampa conservatrice tedesca, Georg ravvisa come contraria al “concentrato di
saggezza della Chiesa” rappresentato, secondo il suo giudizio, dal passato pontificato
di Ratzinger. Ma bravo Georg, ci volevano lui e la sua preziosa testimonianza
per darci la conferma, la triste conferma, che il germanesimo non si stanca di
essere reazionario. Come se, per fare un solo esempio, la rivoluzionaria Rosa
Luxenburg, assassinata nel gennaio 1919 dai soldati di un governo socialdemocratico
tedesco, fosse stata una degli ultimi esemplari di una razza poi estinta. Per
carità, lei era una comunista, e noi siamo stati avvisati dalla Storia che quel
movimento avrebbe poi partorito uno Stalin, mentre la Germania si contentava di
produrre un Hitler e noi, ancora più modestamente all’italiana, un Mussolini. E
va bene, però ci si ricordi in Europa che in Italia è stato posto riparo a
quella imperdonabile follia con la Resistenza, e dunque con il sacrificio di centinaia
di martiri partigiani, assassinati dai nazisti e dai fascisti loro complici, durante
l’occupazione tedesca del nostro Nord nel 1944. Invece, purtroppo, una
Resistenza in Germania non c’è stata, eccetto il sacrificio di alcuni
organizzatori del fallito complotto per assassinare il Fuhrer. Peccato, sia per
i tedeschi che per tutti gli europei che hanno poi tanto volentieri accolto,
insieme all’Italia, anche la Germania nella UE, seppellendo il ricordo delle nefandezze
nazifasciste nel fossa comune della storia insieme ai resti di tanti altri
assolutismi. Ma, cittadini tedeschi, vogliate almeno ricordare che fra i
principali fondatori della UE c’è stato, assieme ad Alcide De Gasperi e a Jean
Monet, il vostro Konrad Adenauer. Cosa direbbe oggi di questo vostro sprezzante
europeismo Germano-centrico che occulta un nazionalismo adatto al capitalismo
globale?
Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.
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