Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



5 dicembre 2013

La benefica distruzione di un ordine

Con ammirevole candore in una intervista a Die Zeit, riportata su la Repubblica del 5 dicembre, “Padre” Georg Gaenswein, divenuto “per ubbidienza” segretario di Papa Francesco “di giorno”, dopo esserlo stato del dimissionario Ratzinger presso il quale, però, ritorna “di sera”, si dichiara francamente insoddisfatto della piega che hanno preso le cose nella Chiesa Cattolica con la distruzione di un ordine secolare. Ma sì, insoddisfatto perché prima Georg si sentiva “un alto sacerdote della tradizione” mentre ora, evidentemente, è diventato un basso prelato di una rivoluzione. Ma di una che nel suo intimo, e poi pubblicamente sulla stampa conservatrice tedesca, Georg ravvisa come contraria al “concentrato di saggezza della Chiesa” rappresentato, secondo il suo giudizio, dal passato pontificato di Ratzinger. Ma bravo Georg, ci volevano lui e la sua preziosa testimonianza per darci la conferma, la triste conferma, che il germanesimo non si stanca di essere reazionario. Come se, per fare un solo esempio, la rivoluzionaria Rosa Luxenburg, assassinata nel gennaio 1919 dai soldati di un governo socialdemocratico tedesco, fosse stata una degli ultimi esemplari di una razza poi estinta. Per carità, lei era una comunista, e noi siamo stati avvisati dalla Storia che quel movimento avrebbe poi partorito uno Stalin, mentre la Germania si contentava di produrre un Hitler e noi, ancora più modestamente all’italiana, un Mussolini. E va bene, però ci si ricordi in Europa che in Italia è stato posto riparo a quella imperdonabile follia con la Resistenza, e dunque con il sacrificio di centinaia di martiri partigiani, assassinati dai nazisti e dai fascisti loro complici, durante l’occupazione tedesca del nostro Nord nel 1944. Invece, purtroppo, una Resistenza in Germania non c’è stata, eccetto il sacrificio di alcuni organizzatori del fallito complotto per assassinare il Fuhrer. Peccato, sia per i tedeschi che per tutti gli europei che hanno poi tanto volentieri accolto, insieme all’Italia, anche la Germania nella UE, seppellendo il ricordo delle nefandezze nazifasciste nel fossa comune della storia insieme ai resti di tanti altri assolutismi. Ma, cittadini tedeschi, vogliate almeno ricordare che fra i principali fondatori della UE c’è stato, assieme ad Alcide De Gasperi e a Jean Monet, il vostro Konrad Adenauer. Cosa direbbe oggi di questo vostro sprezzante europeismo Germano-centrico che occulta un nazionalismo adatto al capitalismo globale?

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