Perché mai il nostro
Presidente del Consiglio Enrico Letta, il
giorno prima del vertice italo-israeliano a Villa Madama, ha fatto il suo incontro
con quello di Israele Benjamin Netanyahu nella Sinagoga di Roma, coprendosi il capo
con la kippah,
cioè la coppola usata obbligatoriamente dagli Ebrei osservanti maschi
nei loro luoghi di culto? Dato che Netanyahu
era in visita in Italia, e non Letta in Israele, avrebbero semmai dovuto incontrarsi,
nello spirito di dedizione alle rispettiva religioni rivelate che evidentemente
anima entrambi, non nella Sinagoga ebraica ma nella Sacrosanta Cattedrale
Papale Arcibasilica Romana Maggiore del Santissimo Salvatore e dei Santi
Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano, che è “madre e capo” di tutte le
chiese di Roma. Non vi pare? Insomma, qui si capovolgono le buone
maniere della diplomazia clericale. Ma soprattutto si smentisce, da parte del nostro Presidente del
Consiglio, la laicità dello Stato che
è il fondamento essenziale di ogni possibile “resistenza”, nelle sue parole, “alle
spinte della violenza, prima verbale e poi fisica, dell'intolleranza, della
xenofobia e del razzismo". Purtroppo
la politica di Israele verso i Palestinesi non è proprio ispirata a quei
principi, come Letta sa bene. E quindi in nome della laicità, che è il primo baluardo
della tolleranza, i luoghi di culto non devono essere mai la sede di incontri
diplomatici. La religione e la politica, quando si fondono, in ogni epoca
storica producono forme di assolutismo e di razzismo di cui, in special modo,
proprio gli Ebrei sono stati le vittime con milioni di martiri prima dei pogrom nei primi decenni del Novecento,
e poi dell’Olocausto durante il nazifascismo. Allora, Capi di Stato e Dirigenti
politici, state lontani dai luoghi di culto, dato che le questioni che dibattete
non sono oggetto di fedi, ma di opinioni e di giudizi critici della ragione sul
da farsi nella sfera pubblica, che sono la unica legittima materia della politica nelle
democrazie moderne.
Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.
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