La prestigiosa London School of Economics, aveva accettato che Seif al-Islam el-Qaddafi, figlio del dittatore libico, donasse a quella scuola una imprecisata somma tratta da una sua propria Istituzione di carità (!), e che il governo libico le pagasse a sua volta 488.000 sterline in cambio di corsi di istruzione per studenti nord-africani e addirittura 2 milioni per corsi di addestramento per funzionari di governo libici. Quando si seppe che il figlio del dittatore aveva assicurato piena solidarietà a suo padre nella feroce repressione della rivolta popolare e che, inoltre, era sospettato di aver copiato la sua tesi di dottorato, l’insieme di quei rapporti con la Libia ha sollevato uno scandalo e, in attesa di una inchiesta giudiziaria, il Direttore Sir Howard Davies si è dimesso.
Il ministro degli Esteri della Francia, Michele Alliot-Marie, accusata di aver stretto ambigue relazioni e trattato oscuri affari con il regime dell'ex-presidente della Tunisia Ben Ali e di averlo visitato durante i giorni della rivolta popolare, è stata licenziata dal presidente Nicolas Sarkozy.
Il ministro della Difesa tedesco, Karl Theodor zu Guttenberg, 39 anni, astro dei conservatori, in seguito all'accusa di aver copiato la tesi di dottorato in giurisprudenza, ha rassegnato le sue dimissioni dal Governo, chiedendo scusa agli altri membri dell’esecutivo e alla Cancelliera Angela Merkel.
La Procura di Milano ha rinviato a giudizio il Capo del governo italiano accusato a) di concussione aggravata per essere intervenuto telefonando alla Questura di Milano a favore della minorenne Ruby, abusando della sua qualità di premier e non delle funzioni di Primo ministro, e b) di induzione alla prostituzione della medesima minorenne. Da intercettazioni risulterebbe che Berlusconi avrebbe inoltre donato decine di migliaia di euro a ragazze invitate nella sua dimora di Arcore per partecipare a festini notturni. Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, di fronte a queste infamanti accuse, si è rifiutato di dimettersi.
Dunque gli scandali inglesi, francesi e tedeschi e i connessi casi di comportamento scorretto e di uso improprio e ipoteticamente illegale di denaro, inducono dirigenti di Università e rappresentanti del governo a dimettersi. Gli scandali italiani il cui responsabile per la magistratura è il Capo del governo, lo inducono a rimanere tranquillamente al suo posto.
Ma perché mai dovrebbe dimettersi se è vero, come dicono i sondaggi, che mentre il 78% degli elettori del PD è favorevole alla magistratura, all'inverso ben l’80% degli elettori del PDL gli è contraria? Come dire: se quattro quinti degli elettori del suo partito, di qualsivoglia estrazione sociale, hanno della giustizia la stessa opinione di Berlusconi, probabilmente temono come lui che i giudici possano scoprire qualche loro magagna, piccola o grande, fiscale prima di tutto. E dunque sono pronti a solidarizzare con lui, perché no, con un pizzico di invidia per l’impunità che pervicacemente si va procurando allietata da belle ragazze.
“Pecunia non olet”, il denaro non puzza ma anzi, Berlusconi “docet”, serve a pagare profumatamente chi si pone di traverso all’ingordigia di un potere assoluto.
Il ministro degli Esteri della Francia, Michele Alliot-Marie, accusata di aver stretto ambigue relazioni e trattato oscuri affari con il regime dell'ex-presidente della Tunisia Ben Ali e di averlo visitato durante i giorni della rivolta popolare, è stata licenziata dal presidente Nicolas Sarkozy.
Il ministro della Difesa tedesco, Karl Theodor zu Guttenberg, 39 anni, astro dei conservatori, in seguito all'accusa di aver copiato la tesi di dottorato in giurisprudenza, ha rassegnato le sue dimissioni dal Governo, chiedendo scusa agli altri membri dell’esecutivo e alla Cancelliera Angela Merkel.
La Procura di Milano ha rinviato a giudizio il Capo del governo italiano accusato a) di concussione aggravata per essere intervenuto telefonando alla Questura di Milano a favore della minorenne Ruby, abusando della sua qualità di premier e non delle funzioni di Primo ministro, e b) di induzione alla prostituzione della medesima minorenne. Da intercettazioni risulterebbe che Berlusconi avrebbe inoltre donato decine di migliaia di euro a ragazze invitate nella sua dimora di Arcore per partecipare a festini notturni. Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, di fronte a queste infamanti accuse, si è rifiutato di dimettersi.
Dunque gli scandali inglesi, francesi e tedeschi e i connessi casi di comportamento scorretto e di uso improprio e ipoteticamente illegale di denaro, inducono dirigenti di Università e rappresentanti del governo a dimettersi. Gli scandali italiani il cui responsabile per la magistratura è il Capo del governo, lo inducono a rimanere tranquillamente al suo posto.
Ma perché mai dovrebbe dimettersi se è vero, come dicono i sondaggi, che mentre il 78% degli elettori del PD è favorevole alla magistratura, all'inverso ben l’80% degli elettori del PDL gli è contraria? Come dire: se quattro quinti degli elettori del suo partito, di qualsivoglia estrazione sociale, hanno della giustizia la stessa opinione di Berlusconi, probabilmente temono come lui che i giudici possano scoprire qualche loro magagna, piccola o grande, fiscale prima di tutto. E dunque sono pronti a solidarizzare con lui, perché no, con un pizzico di invidia per l’impunità che pervicacemente si va procurando allietata da belle ragazze.
“Pecunia non olet”, il denaro non puzza ma anzi, Berlusconi “docet”, serve a pagare profumatamente chi si pone di traverso all’ingordigia di un potere assoluto.
...essendo oggi il PDL al 28% circa e se la competizione elettorale fosse solo con il PD allora davvero Berlusconi sarebbe destinato alla Presidenza della Repubblica. Fortunatamente però il 28% degli elettori è molto poco rispetto al 72% dei rimanenti italiani che vogliono aria pulita ed il rispetto delle istituzioni. Anche considerando un 30% di voti astenuti o nulli, siamo comunque ad un 42%. L'era Berlusconi volge al termine: è giusto però che la parola fine sia data dagli italiani votando.
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