Abbiamo visto che l’energia da combustibili nucleari non soltanto non è rinnovabile ma, quel che è peggio, è altamente inquinante per via delle scorie prodotte dalle centrali che resteranno pericolosamente radiotossiche per un tempo valutabile fra trecento e un milione di anni! In più è grandemente rischiosa per i possibili guasti degli impianti dovuti a errori umani o a cataclismi atmosferici che possono trasformare le centrali in fonti di catastrofi per l’umanità presente e futura.
Gli errori umani si possono evitare? Certamente no ma, come nel caso di Chernobyl, si ritiene che i danni che provocano siano contenuti e abbiano una durata limitata. Di nuovo no. Nel 1986 quando si verificò quella catastrofe, il regime sovietico diffuse notizie del tutto false sulla sua entità e sul numero di persone colpite dalle radiazioni, affermando che erano meno di 10.000. Invece, racconta il New York Times (del 18 marzo), nel 2006, cioè venti anni dopo gli esperti delle Nazioni Unite hanno accertato che all’epoca erano state almeno 500 volte di più, ossia 5 milioni, e che ancora quell’anno altre 100.000 continuavano a essere contaminate dalle radiazioni presenti negli alimenti e nell’ ambiente.
Quanto ai cataclismi, beh quelli si che sono del tutto imprevedibili! Davvero? Sentite questa. Sempre sul New York Times (del 16 marzo) si scopre che già nel 1923, dunque appena 88 anni fa, un terremoto di quasi uguale intensità aveva colpito il Giappone con conseguenze molto simili a quelle attuali: devastazioni per migliaia di chilometri di coste, città intere spazzate via dalle acque, treni precipitati nel mare, ecc. Ma allora non c’erano mezzi di comunicazione come quelli odierni e le prime notizie del disastro apparvero sulla stampa solo quattro giorni dopo l’evento!
Ma soprattutto negli anni Venti non c’erano centrali nucleari esposte al terremoto e allo tsunami. Ecco perché quel cataclisma ebbe effetti terribili ma contenuti e poi superati, come avviene quando è la natura “naturale” di un terremoto che porta la distruzione e la morte, non la natura “artificiale” della scissione dell’atomo scoperta dagli uomini per darsi la distruzione e la morte sia in guerra che in pace.
Allora coraggio: ognuno coi suoi piccoli mezzi, io con i piccolissimi miei di questo blog, dobbiamo armarci per una azione collettiva che smascheri le menzogne politiche sull’impiego dell’energia atomica, e quelle parallele dei grandi centri industriali e finanziari , ora alleati per sfruttare gli atomi ai fini del profitto dopo averli mobilitati per sconfiggere le dittature nell’ultima guerra mondiale. L’energia nucleare deve essere messa al bando non solo negli arsenali militari, ma anche nei pacifici siti delle nostre pianure, valli e montagne dove la cecità degli interessi di pochi potenti minaccia tutta l’umanità con una palese menzogna: che il “progresso” della nostra civiltà capitalista esiga di procedere lungo la strada tracciata dai traguardi tecnico-scientifici della guerra atomica, e non invece di retrocedere ai confini, che ora conosciamo, che separano l’utilizzazione creativa della natura - compresa quella umana - dal suo sfruttamento distruttivo.
A me pare che in Italia non vi sia la benché minima possibilità che venga costruita una sola centrale nucleare. Basti considerare che la non meno temibile centrale a carbone che l'ENEL cerca di realizzare a Civitavecchia non ha mai ottenuto le necessarie autorizzazioni. E poiché non credo che i fautori del nucleare siano del tutto stupidi, mi punge vaghezza che vi siano altri fini, più legati alla realizzazione di studi di fattibilità assai onerosi, da assegnare ai soliti amici degli amici...
RispondiEliminaCome diceva un notissimo politico di lungo corso, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!