Chiamiamo genericamente "capitalismo" il tipo di sistema economico della nostra società. La "civiltà capitalista" è invece il più ampio intreccio di fenomeni sociali, politico-statuali, economici, religiosi e scientifici che hanno concorso a fare del capitalismo un fenomeno storico di durata secolare, da scoprire nella sua evoluzione globale per capire in che mondo viviamo e come possiamo cambiarlo per un domani con meno ingiustizie, conflitti e danni al pianeta che ci ospita.



6 settembre 2011

Allegro ma non troppo: aristocrazia del capitale e democrazia dei cittadini

Con un primo attacco trasversale alla “cinese”  la controrivoluzione del capitale ha reso impotenti le democrazie nazionali che, indifese dalle loro frontiere, devono misurarsi con un potere straniero in tutti i sensi, cioè con il capitale dei mercati internazionali.
Con un secondo attacco trasversale ha minato il cuore stesso del sistema democratico ripristinando un nuovo assolutismo, quello delle aristocrazie globali dei banchieri mondiali. Essi revocano il potere dei governi eletti di imporre un limite alla potenza del mondo degli affari, disarcionando la politica sia dei partiti difensori dei bisogni e diritti collettivi, sia dei partiti fautori del liberalismo individualista, entrambi ormai costretti a esercitare un potere delegato dal sistema degli affari mondiali che mira unicamente alla massimizzazione dei profitti.
Per misurarsi con la nuova realtà del capitalismo globale non basta che le piccole democrazie nazionali assumano dimensioni più ampie e più integrate. Quella continentale degli USA non la rende immune dagli attacchi trasversali del capitalismo speculativo. Ci vuol altro. Occorre cioè una trasformazione dei soggetti della democrazia che, prima della controrivoluzione del capitale, erano i singoli cittadini che eleggevano Parlamenti ancora democraticamente attivi, mentre ora votano per assemblee ridotte a casse di risonanza di interessi affaristici.  
Per ripristinare una democrazia non gregaria dotata di un qualche potere di controllo sul capitalismo globale, al posto di quei singoli cittadini devono intervenire nuove forze collettive di giovani generazioni che, per riappropriarsi de proprio futuro, dovranno prima di tutto convincersi di due cose: 1) che la sopraffazione dei diritti democratici da parte di un capitalismo lasciato senza freni è soprattutto dovuta alla prevaricazione della religione sociale che predica l’etica del guadagno e il culto del denaro, 2) che quella religione viene inculcata dal mondo degli affari per raggiungere degli scopi precisi. Per esempio i seguenti.  
Primo: legittimare nell’opinione pubblica qualsiasi impresa, anche illegale, che favorendo l’occupazione genera redditi e quindi soddisfa bisogni individuali  spesso al prezzo della distruzione di bisogni collettivi, come per esempio la sicurezza e la difesa dell’ambiente. Sono esemplari i casi del disastro nucleare giapponese, dei catastrofici inquinamenti da perdite dei pozzi petroliferi e del fenomeno generale della selvaggia speculazione edilizia.
Secondo: anestetizzare la protesta e le lotte degli sfruttati ed emarginati, nazionali ed emigrati, illudendoli che la soluzione dei loro problemi stia solo nella “crescita economica” e non esiga invece la preliminare difesa dei loro diritti democratici, compreso quello di poter controllare se un dato tipo di crescita sia benefico o nocivo per l’intera collettività.
Terzo: Trasformare lo Stato da difensore degli interessi e diritti collettivi in complice di interessi privati, facendone il corresponsabile delle crisi anziché la maggiore risorsa per superarle, come era stato dimostrato ampiamente in passato dall’intervento della spesa pubblica nelle fasi di debole congiuntura economica secondo gli insegnamenti di Keynes.  
Occorrerà dunque una vera e propria rivoluzione culturale democratica per sottrarre alla religione del guadagno e del denaro la supremazia su ogni altro valore etico e senso della vita. La civiltà capitalista nella sua lunga storia ha anche saputo abbinare all’avidità del guadagno e alla mercificazione della vita l’aspirazione alla libertà e la liberazione dai bisogni. Il compito immenso delle nuove generazioni  sarà quello di recuperare la politica dal suo attuale forzato esilio affinché nel mondo del capitale globalizzato non abbia invece il sopravvento una crescita che sia prevalentemente basata sulla brama di profitti, sulla speculazione finanziaria e immobiliare e sulla devastazione dell’ambiente.
.

Nessun commento:

Posta un commento