Una moderna civiltà capitalista esige che la giustizia sia rapida ed efficace, ma la nuova legge sul “processo breve”, tagliando i termini di prescrizione, è solo un trucco per salvare SB (scusate, ma diventa insopportabile pronunciare il suo nome così ossessivamente urlato dai media). Quella legge servirà forse a sottrarlo dai procedimenti per corruzione, creazione di fondi neri, prostituzione minorile e concussione aggravata, ma non a rendere più brevi i processi. Fanno finta di non saperlo due sole categorie: quella dei suoi cortigiani (“vil razza dannata” li definisce Rigoletto) e quella dei fanatici tifosi del PDL.
Per dimostrare che è un trucco servono però argomenti più forti di quelli usati dall’ opposizione che si accanisce a vuoto quando mostra di ignorare che i nostri processi sono effettivamente troppo “lunghi” perché scandalosamente lente sono le nostre procedure giudiziarie. E che di quella lentezza è responsabile oltre la destra anche la sinistra almeno dal lontano 1987 in cui sono diventati Ministri della giustizia, in successivi momenti, Vassalli e Martelli del Partito socialista, Diliberto del Partito dei comunisti italiani e Fassino dei Democratici di sinistra. Nessuno di essi ha però fatto qualcosa per accelerare i processi distinguendosi dall’ignavia di Castelli della Lega nord e di Alfano del PDL.
Che le nostre procedure giudiziarie siano da terzo mondo lo ha chiarito molto bene Giovanni Cascini, Segretario generale della Associazione Nazionale Magistrati a Otto e mezzo del 12 aprile, indicando alcune riforme inutilmente da essa proposte al governo e che non sono affatto previste dalla legge sul “processo breve”. Ecco qualche esempio .
La completa digitalizzazione della giustizia, due volte promessa e mai attuata, metterebbe on line tutti gli atti ora in forma cartacea che riempiono le migliaia di faldoni che ingombrano gli uffici e gli archivi. Giudici e avvocati potrebbero trasmettere e ricevere gli atti sui loro computer con un enorme risparmio di tempi e di costi. Si dovrebbe inoltre procedere alla riduzione dei tribunali inutili, al blocco dei processi a carico di persone non reperibili, alla revisione del sistema delle notifiche con il “camminatore” che deve recarsi al domicilio dell’indagato almeno 60 volte per ogni processo!
La esasperante lentezza dei processi rende la giustizia invisa a molti cittadini ma ne favorisce altrettanti, massimamente i potenti come SB, ed è quindi ingenuo credere che questi intendano realmente eliminarla dato che infatti, anche se andrà in porto il “processo breve”, rimarrà garantita. Basta vedere come avanza a passi di lumaca persino il “processo con rito immediato”, quello eccezionalmente veloce adottato per le cause a carico di SB. Le successive udienze dopo la prima avverranno a distanza di mesi consentendo all’indagato di predisporre con comodo le sue difese o addirittura, come vediamo in questi giorni, di far approvare nel frattempo dalla sua maggioranza cortigiana nuove apposite leggi che lo mettano al riparo dalla giustizia.
Ora che la sinistra è all’opposizione, si faccia consigliare da magistrati come Cascini. Perché essi reclamano, giustamente, che dalla appassionata ma astratta denuncia si passi a concrete, dico concrete, proposte alternative almeno in tema di giustizia.
Per guadagnare consensi e liberarci dal despota SB così vistosamente dedito alla verbosità e al trucco, occorre opporgli la forza dell’impegno pratico e della trasparenza.
Caro Guido,
RispondiEliminapurtroppo una delle vittime collaterali di questo braccio di ferro continuato sulla giustizia penale è la giustizia civile. I riflettori sono sempre accesi sulla prima, la seconda non fa quasi più notizia. Eppure la sfida per la modernizzazione e l'efficienza del paese, la capacità di attrarre investimenti dall'estero, passa proprio per la cruna della giustizia civile.
Molte riforme sono a costo zero. Un esempio? Gli uffici giudiziari italiani sono sparsi in 165 sedi di tribunale, più qualche altro centinaio di sedi distaccate, ai quali sono in media addetti una decina di giudici. Alcuni studi hanno concluso che solo un tribunale con una composizione minima di 40 giudici è in grado di lavorare in modo efficiente, consentendo la specializzazione dei singoli giudici. La soluzione? Accorpare gli uffici esistenti. Sono tutti d'accordo. Tranne Via Arenula, of course.